2023 ·

Teatro Puccini, Firenze

La Viagrola

Comedia goliardica eroticissima, dalla Mandragola di Machiavelli
Stagione 2023
Scenografia: Il giardino della mandragola

Abbiamo riscritto un po’ tutto, da Ulisse a Mosè, da Elisabetta d’Inghilterra a Vittorio Emanuele, ma non avevamo mai guardato in casa nostra: «La Mandragola» di Machiavelli, «la più bella commedia italiana di tutti i tempi» (cit. Treccani).

Una potente satira che prende in giro uomini, donne e religiosi, su un tema da sempre attuale: la fecondità, con annessi, connessi e interconnessi.

QuandoStagione 2023
DoveTeatro Puccini, Firenze
RicavatoAssociazione Daniele Mariano onlus
  • Bartolomea NelliCilo Garelli
  • Spaventi SimonaThema
  • Niccolò MachiavelliForrest
  • Oste della maloraCera
  • Sindaco di ScandicciStranguria
  • Sindaco di SestoCerino
  • Sindaco di CampiTargio
  • CallimacoPassera
  • SiroBluto
  • Obliteratrice 2.0Villo
  • Comandante T1X2Bubu
  • NiciaI’bbove
  • LigurioBiagino
  • Armida la guidaAnubi
  • Sandy WinterCravattino
  • Molly SummerCiuchino
  • LucreziaRiggino
  • SostrataGale
  • Dottor Faveo AlderottiIl Sindaco
  • Rosaria la segretariaAlfredina
  • Piera l’infermieraGigante Spaventapazienti
  • SguancisteinFlower P.
  • Torto l’abortoAugustiner
  • Storto l’abortoMura
  • Ritorto l’abortoGallo
  • Conserva la servaFusi
  • Viagrola Campestris#Taitifailvegetale
  • Eugenio il GovernatoreBernardino
  • Wanda senza mutandaFrengo
  • Katiuscia la strusciaDisco Inferno
  • Donato il raffinatoJack il truccatore
  • Santa Caterina da SignaOboe
  • Arcivescovo BetoriMengele da Pietramala
  • Don Din Dan IloLosguanci
  • Drusilio PoerHellen

Tanto lavora lei

sull’aria di “Tanta voglia di lei” – Pooh
Son sicura di trovarti
sempre a letto già lo so
ma alle 10 toccherebbe rizzarsi
hai timbrato già da un po’
Se mi muovo in un’ora
coi’ tramvai ce la farò
in Comune timbrerò di sicuro
quel permesso che non ha

Camuffata devo andare
al suo posto là
se mi beccan finirò sul giornale
che figura fo!
Vo al suo posto a lavorare
ruba il reddito
quella sveglia sta suonando
da un’ora
ma quel demente,
pensa tanto,
tanto lavora lei…
Son sicura di [D]trovarti [F#]sempre a letto già [Bm]lo so [G]ma alle [B]10 [Em]toccherebbe rizzarsi [A]hai timbrato già da un[D] po’ [A]Se mi muovo in [D]un’ora [F#]coi’ tramvai ce la [Bm]farò [G]in [B]Comune [Em]timbrerò di sicuro [A]quel [A7]permesso che non[D] ha [F#]Camuffata [Bm]devo andare[D] [G]al suo [A]posto[D] là [F#]se mi beccan [Bm]finirò sul giornale[D] [G]che [A]figura [D]fo! [F#]Vo al suo posto a [Bm]lavorare[D] [G]ruba il [A]reddito[D] [F#]quella sveglia sta [Bm]suonando da [D]un’ora [G]ma quel [A]demente, [D]pensa tanto, [G]tanto lavora [A]lei…

Con me ci riuscirai

sull’aria di “(I’ve had) The times of my life” – Bill Medley & Jennifer Warnes
Da quando io mi destai
mi ritrovo questo metro in più
creato perché

possa soddisfare proprio te
collegati al wifi
e poi lascia fare a me
Ma chissà ma come mai

ogni volta gl’è la solita agonia
mi domandi ma perché?

hai finito le pasticche in farmacia

Niente che non vada in te

non abbatterti con quei pensieri bui
il tuo sogno eccolo là

basta solamente che tu cambi lui

sta’ sicura
ho referenze
chiedi per la via
son cintura nera
in andrologia! e allora
Sì con me ci riuscirai
garantito e ti dirò di più
tu prova e vedrai
io su tinder c’ho la spunta blu
Sì con me ci riuscirai
garantito e ti dirò di più
tu prova e vedrai
io su tinder c’ho la spunta blu
Da[E] quando[C#m] io mi [D]destai mi ritrovo questo metro in [E]più [C#m]creato perché[D] possa soddisfare proprio te [C#m][E]collegati al [D]wifi e poi lascia fare a [E]me [E]Ma chissà ma come mai ogni volta gl’è la solita agonia mi domandi ma perché? hai finito le pasticche in farmacia Niente che non vada in te non abbatterti con quei pensieri bui il tuo sogno eccolo là basta solamente che tu cambi lui sta’ sicura [A]ho referenze [G]chiedi per la via [A]son cintura nera [B]in andrologia! e allora [E]Sì con me ci [D]riuscirai garantito e ti dirò di[E] più tu prova e [D]vedrai io su[B] tinder c’ho la spunta[E] blu Sì con me ci [D]riuscirai garantito e ti dirò di[E] più tu prova e vedrai[D] io su [B]tinder c’ho la spunta[E] blu

Ho scelto te!

sull’aria di “It’s raining men” – The Weather girls
L’umido sale,
che chiazza c’ho quaggiù
ma un uomo che vale
non si trova più
sono veri lavori
che nessuno vuol far più
come andare sempre giù più in giù
con la leva della gru

RIT: Chissà dov’è un trombaio?
perché non c’è? oh ahimè!
Per me non c’è, ma che guaio
farò da me, fo per tre

È tanto che aspetto
su tinder non ci vo
lo cerco su facebook
son buchi su tik tok

vero maschio lo voglio
bello non mi importa più
che mi stringa forte i fianchi, qui
sussurrandomi i love you
RIT.
su giù qua lì
voglio urlargli solo sì
cerco all’operetta
ma di maschi non ce n’è
provo poi sul palco
travestiti e Buzzi Bells
forse in platea
un volontario c’è
ma io son sicura proprio che
c’è uno che ha i gusti come me
Ho scelto te!
[Em]L’umido sale, che chiazza c’ho quaggiù ma un uomo che vale [B7]non si trova più sono[Em] veri lavori che nessuno[Am] vuol far più come [B]andare sempre giù più in giù con la leva della gru RIT: Chissà [C]dov’è un [D]trombaio? perché non [B]c’è? oh [Em]ahimè! Per me non [C]c’è, ma che [D]guaio farò da [B]me, fo per[Em] tre [Em]È tanto che aspetto su tinder non ci vo lo cerco su facebook son [B]buchi su tik tok vero [Em]maschio lo voglio [Am]bello non mi importa più che mi [B]stringa forte i fianchi, qui sussurrandomi i love you RIT. [Am]su giù qua lì [B]voglio urlargli solo sì [C]cerco [D]all’operetta [B]ma di maschi non[Em] ce n’è [C]provo poi sul [D]palco [B]travestiti e [Em]Buzzi Bells [C]forse in [D]platea [B]un volontario[Em] c’è ma io [C]son sicura proprio che [B7]c’è uno che ha i gusti come me Ho scelto[Em] te!

Si rifà

sull’aria di “Ci sarà” – Al Bano e Romina Powell
Come ha detto mamma mia
quando è l’ora dalla via
per davvero ho soddisfatto il desiderio
dopo che l’anatomia
ho scoperto a casa mia
finalmente l’ho trovato un uomo vero
dimmi che si rifà
Dopo questa intimità
non lo so tu come fai
ma potrebbe definirsi accanimento
dopo che si è fatto già
vorrei proprio riposar
e già tanto se rimango accanto a te
Si riprova dai

Si rifà, su di nuovo proviamo
ma no a missionario
Si rifà, qui di fianco a cucchiaio
poi almeno mi sdraio
Si rifà, e mi viene un malanno
c’ho ancora l’affanno
Si rifà, se tu spengi la luce
magari seduce di più

Sembra proprio che non va
dopo tanta affinità
mi domando dove sia quell’uomo vero
Dopo quello che provai
forse non me ne vorrai
ma potremmo coccolarci, insieme io e te
Si riprova dai
Si rifà, se ti sposti di fianco
magari ti manco
Si rifà, su proviamo da dietro
è un genere neutro
Si rifà, se ti sembra scorretto
magari m’affretto
Si rifà, o magari iniziamo a tenerci per mano
Come ha [C]detto mamma mia quando è l’ora dalla via per davvero ho soddisfatto il [Dm]desiderio[G] dopo [Dm]che l’anatomia ho [F]scoperto a casa mia [G]finalmente l’ho trovato un uomo[Am] vero [F]dimmi che si [C]rifà Dopo [C]questa intimità non lo so tu come fai ma potrebbe definirsi accanimento[Dm][G] dopo [Dm]che si è fatto già vorrei [F]proprio riposar e già [G]tanto se rimango accanto [Am]a te [F]Si riprova dai [C]Si rifà, su di [Am]nuovo proviamo ma no a missionario Si [Dm]rifà, qui di [G]fianco a cucchiaio poi almeno mi sdraio Si[C] rifà, e mi [Am]viene un malanno c’ho ancora l’affanno [Dm]Si rifà, se tu [G]spengi la luce magari seduce di [C]più[G7] Sembra proprio che non va dopo tanta affinità mi domando dove sia quell’uomo vero Dopo quello che provai forse non me ne vorrai ma potremmo coccolarci, insieme io e te Si riprova dai Si rifà, se ti sposti di fianco magari ti manco Si rifà, su proviamo da dietro è un genere neutro Si rifà, se ti sembra scorretto magari m’affretto Si rifà, o magari iniziamo a tenerci per mano

Fame (Feim – Saranno pietose)

sull’aria di “Venus” – Bananarama
INTRO | B7 | Em Am |
| Em Am | % |
Alle Cascine non vai più

in strada non mi abbagli più

la notte non c’è più nessuno

il vuoto intorno a noi
| Am D | % |
la fame
| Em Am | % |
patiamo la fame
tutto il mondo va a puttane

| Em Am | % |
noi la fame
guarda in fondo sul viale
| Em Am | % |
non c’è un cane

adesso vanno tanto i trans

le signorine su only fans

è troppa la competizione

vere donne non ce n’è
INTRO | B7 | Em Am | | Em Am | % | Alle Cascine non vai più in strada non mi abbagli più la notte non c’è più nessuno il vuoto intorno a noi | Am D | % | la fame | Em Am | % | patiamo la fame tutto il [C]mondo va a [B7]puttane | Em Am | % | noi la fame guarda in [C]fondo sul [B7]viale | Em Am | % | non c’è un cane adesso vanno tanto i trans le signorine su only fans è troppa la competizione vere donne non ce n’è

Drusilio Poer’s theme

Qualcosa di vagamente somigliante a un Dadaunpa
Sono un boy
in borsetta
sempre due
rasoi
scritto è
nel mio
piedigrì
fo da ritto
la pipì
mi sbottono
qui davanti…
siamo tanti
eleganti
benpensanti…
olè!

Quando bevo il vino

sull’aria di “Io che non vivo (senza te)” – Pino Donaggio
Questa storia è unica
la cantiamo in metrica
di una pianta alchemica
che l’amore fa sbocciar
Bevi la Viagrola
come vino a tavola
sentirai ricrescere
l’ardore dentro te
Meglio bere il vino
che una pianta che non c’è
alza il tuo bicchiere
questo giro tocca a me
Follia, follia

in tua compagnia
sul palco insieme a cantar
Quando bevo il vino
dopo canto insieme a te
poi se ci ripenso
piglio e rido anche da me
Follia, follia
in tua compagnia
sul palco insieme a cantar
Questa storia è [Am]unica [D]la cantiamo in [G]metrica [C]di una pianta [Am]alchemica che [B]l’amore fa sbocciar Bevi la [Am]Viagrola [D]come vino a [G]tavola [C]sentirai [Am]ricrescere [F#m]l’ardore dentro[B7] te [E]Meglio bere[(C#m)] il vino che una [F#m]pianta che non [B]c’è [E]alza il tuo [(C#m)]bicchiere questo [F#m]giro tocca a [B]me [E]Follia, [G#m]follia [C#m]in tua compagnia sul [F#m]palco insieme a [B]cantar [E]Quando bevo[(C#m)] il vino dopo [F#m]canto insieme a [B]te [E]poi se ci [(C#m)]ripenso piglio [F#m]e rido anche da [B]me [E]Follia, [G#m]follia [C#m]in tua compagnia sul [F#m]palco insieme a [B]cantar

Teatro Puccini Fiorenza

Sabato 6 maggio di' du' mila e ventitrè ora ventuna

Il Dopolavoro Goliardico Fiorentino “Alvaro Vannini” eccitato presenta:

"La Viagrola, Comedia goliardica eroticissima"

sabato 6 maggio 2023 ore 21, Teatro Puccini Firenze con le prestazioni occasionali delle “Buzzi Belles” delle Pagliette e gli effetti terapeutici dell’orchestra “Gli Omeopatici generici” Astenersi obiettori, creduloni e trombatori della domenica.

“Ma che hai visto quest’anno come le son rincarate le fave?”

“Sì ma le son più dure, io ne piglio du’ panieri prima finiscano!”

“Io ‘un so’ abituata, se ne piglio troppe poi mi tornano a gola…”

“Queste le vanno giù bene, son cresciute con la viagrola!”

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E alla fine fu “La Mandragola”!

“Sposato Renzo con Lucia, Cleopatra contro la tramvia, Francia ghigliottine e guai, s’è morta pure Batterflai…”. Sono alcune strofe della nostra canzone “il coccodrillone”, che ogni anno decidiamo di non cantare ma poi c’è sempre qualcuno che gli dà il via e giù tutti dietro felici, perché ci piace troppo cantare i titoli delle nostre operette uno dietro l’altro, è come mettere nell’acquaio i pesci pescati e tolti dal paniere.

Abbiamo riscritto un po’ tutto, da Ulisse a Mosè, da Elisabetta regina d’Inghilterra a Vittorio Emanuele re d’Italia, ma non avevamo mai guardato in casa nostra, mentre la commedia per eccellenza era proprio lì da prendere e riscrivere: “La Mandragola”, vero capolavoro del teatro, “la più bella commedia italiana di tutti i tempi” (cit. Treccani). Machiavelli la scrive ad inizio 1500, potente satira sulla società dell’epoca con cui prende in giro uomini, donne e religiosi, sulla base di un tema da sempre attuale: la fecondità, con annessi, connessi e interconnessi.

"Vai t'arreggo su la gamba e si fa una posa stramba, mi son preso la viagròla… e ti garba eh? Bucaiòla!"

La prima rappresentazione fu per le nozze di un figlio di Lorenzo il Magnifico, e fu subito un enorme successo, ripetutosi nei secoli, tanto che persino Voltaire e Goldoni rimasero stregati dall’intrigante magia della sua trama, vincente ed elementare: Callimaco, con il servo Siro e l’aiuto dell’amico Ligurio, buggera Messer Nicia il cui desiderio di paternità lo porta a credere anche… in una pianta. La suocera Sostrata e il Frate Timoteo prendono parte all’inganno e la pia Lucrezia, moglie di Nicia, finisce quindi “buggerata” ma si trova così bene in questa buggeratura da volersi poi farsi buggerare fissa, fino ad ottenere dal marito il libero accesso in casa al buggeratore.

Virilità e fertilità, ovulazioni e testosteroni, concepimenti e accoppiamenti, orgasmi e miasmi, desideri di oggi e di ieri…tutto quello che Machiavelli ha pensato e scritto, noi lo abbiamo riadattato ai nostri tempi, facendo de “La Viagrola” il nostro copione più divertente di sempre e realizzando un’operetta libidinosa, lussuriosa, zozza e oscena, riservata ai maggiorenni e vietata a obiettori, creduloni e trombatori della domenica.

Viva Machiavelli segretario fiorentino, viva il Dopolavoro goliardico fiorentino!

Ma indó tu vai se la Viagrola non ce l'hai?

Come restare incint…?

Vorremmo allinearci al moderno lessico, al corretto utilizzo del genere nel linguaggio, e farlo pulito, inclusivo, quello che per non offendere nessuno e fa capire sempre meno. Ma ci è proprio impossibile ricorrere al linguaggio neutro “no gender” e riuscire a fare un titolo perfetto, ossia “politicamente corretto”: non avrebbe senso scrivere “come restare incint*” o “come restare incintə” o alla francese “come restare incinté”.

Parliamo della creazione, quella per via naturale, non quella biblica della mota plasmata o delle costole sbarbate, né altre modalità più moderne, per questa nostra presentazione goliardico-scientifica facciamo esclusivo riferimento a genitore 1 maschio con pene e genitore 2 femmina con vulva. Ogni altra combinazione creativa ci porterebbe fuori strada dal nostro obiettivo.

Allora, fatta la giusta premessa, come fa una donna a restare incinta?

"Oh che bello c'è il mio Nicia che è qui sopra e che mi pigia" "Io e mi movo come un fuso, ma un capisco… e trovo chiuso!"</BR "o grullo, scosta via le lenzòla, t'hai anche preso la viagròla!"

Il metodo più efficace è avere rapporti sessuali regolari, dove per regolare significa spesso, ogni 2-3 giorni, ma anche notti o pomeriggi vanno bene, fatti con impegno. Mentre i rapporti sessuali irregolari, poco frequenti, sporadici, fatti male, riducono le probabilità di concepimento. In termini scientifici s’intende quindi un’inseminazione frequente e ripetuta da parte di genitore 1 con genitore 2; in parole volgari va inteso che il maschio deve trombare la femmina più fitto e sodo possibile, dandognene secche.

Pleonastico ricordare che il rapporto sessuale deve essere non protetto, ossia in pericolo. In casa lasciando aperta la porta, ai ladri o alla corrente, se lo fate in macchina invece parcheggiando in un curvone, contromano, a luci spente, senza freno a mano. Evitate comunque sempre le scelte bucoliche: nelle piazzole in campagna non parcheggiare mai in notturna, fate giusto gli asparagi di giorno e basta.

Magia, ignoranza, superstizione da sempre regnano in argomento e in materia di fecondazione non può certo venirci in aiuto la tradizione orale, qui ci vogliono ma le usanze del mondo contadino, quelle delle famiglie numerose e numerate, da Primo a Finimola, passando da Quarto, Quintilio e Sesto.

Lo stolto vede uccelli che volano via… la saggia vede cazzi da farci un paniere!

Oggi alle coppie si consigliano vitamine e integratori, soprattutto acido folico, un antiossidante che svolge la stessa funzione del minio sulle verghe di una ringhiera, una sorta di preliminari, ma per restare incinte nel ‘500 erano ben altri i rimedi.

Primo consiglio: La preghiera

E funzionava, soprattutto recitando il Corano, la posizione era ideale.

Secondo consiglio: Un Pellegrinaggio

Erano molti i santuari dove prima s’invocava Sant’Anna e poi si trovavano a pagamento ricordini benedetti e amuleti profani – famosi i sex toys di Stonehenghe – da usare appena rientrati a casa per stimolare la lussuria.

Terzo consiglio: La Medicina.

Quella ortolana, delle erbe impacchi e impiastri, da sole o in trito: malva, violette, chiodi di garofano, nardo, storace, loglio, ginseng, ramerino, trifoglio rosso, ortica (a crudo sulla cappella, per rendere più infuocato e imprevedibile il maschio), agnocasto, cannella… insomma tutto faceva brodo, il fine giustificava veramente il mezzo.

E Machiavelli prese spunto da una di queste innumerevoli piante, a cui venivano attribuite caratteristiche afrodisiache e fecondative, per creare il suo capolavoro di commedia, la mandragola, che per noi è diventata, e non poteva essere diversamente, la viagrola…

"Ma indottu vai, torna qui!" "E vo' a fare i' pieno…" "Alla macchina? A quest'ora? Che c'e' lo sciopero domani?" "No vo' a fare i' pieno di viagrola, m'importa assai della benzina!"

Ed il ricavato? Va a un nostro eterno amico

Detta così non suona bene, ma è la pura e semplice verità.

Dopo aver destinato il ricavato delle prime operette ad Emergency, poi all’Ospedale Meyer, poi alle Ronde della Carità di Paolo Coccheri, ecco che il Dopolavoro ha stretto un sodalizio con un fratello di goliardia che aveva avuto una terribile esperienza dalla vita e faceva della beneficenza anche lui, ai bambini, come il suo che non c’era più.

E da allora, al termine dell’operetta, il poco o il tanto, o il nulla (rimediando quindi raccattandolo tra di noi) lo devolviamo all’Associazione Daniele Mariano Onlus*.

E il nostro fratello Massimo ci ringrazia sempre, sempre uguale ma sempre col cuore:

“Grazie ancora a tutti i goliardi giovani e meno giovani che dimostrano ancora una volta come si

possa fare un gesto di solidarietà celandosi dietro il sorriso di un’irriverente parodia.”

Massimo Mariano

*L’associazione Daniele Mariano Onlus (danielemariano.org) nasce nel 2006 a seguito della

scomparsa di Daniele a soli 26 mesi dopo aver combattuto con tantissima forza la sua battaglia

per la vita. Il suo principale obbiettivo è fornire sostegno ai bambini affetti da gravi malattie

oncoematologiche.